COMUNIONE DEI BENI TRA CONIUGI E ACQUISTI PERSONALI DI IMMOBILI O MOBILI REGISTRATI IN COSTANZA DI MATRIMONIO

COMUNIONE DEI BENI TRA CONIUGI E ACQUISTI PERSONALI DI IMMOBILI O MOBILI REGISTRATI IN COSTANZA DI MATRIMONIO

Quando l’acquisto di un bene immobile o mobile registrato da parte del coniuge in comunione legale dei beni può ritenersi di proprietà esclusiva del coniuge acquirente. Nota di commento a Cass. Civ. 11668/2018 a cura dell’Avv. Stefano Puccinelli


Affinchè nel regime di comunione legale tra coniugi, l’acquisto di un bene immobile o di un bene mobile registrato, effettuato da uno soltanto dei coniugi, possa ritenersi sottratto al regime della comunione e pertanto idoneo ad essere ritenuto di proprietà esclusiva del coniuge acquirente è necessario che (1) all’atto di acquisto abbia partecipato anche l’altro coniuge, che (2) questi abbia acconsentito all’esclusione della comunione e che (3) il bene sia effettivamente destinato a uno strettamente personale o professionale ovvero acquistato col ricavato della vendita di beni già di proprietà esclusiva del coniuge acquirente o con somme pervenutegli a titolo di risarcimento del danno o di pensioni per minorata capacità lavorativa.

E’ questo il principio che, rispetto al quesito prospettato, può ragionevolmente affermarsi avendo riguardo all’attuale contesto normativo e giurisprudenziale formatosi sul punto e recentemente confermato da una pronuncia della Corte di Cassazione – di seguito riportata – che si segnala per aver ulteriormente precisato come, ove l’acquisto sia avvenuto per un uso strettamente personale, la dichiarazione resa nell’atto dal coniuge non acquirente in ordine alla natura personale del bene si ponga come condizione necessaria, ma non sufficiente per l’esclusione del bene dalla comunione, occorrendo a tal fine  anche un effettivo uso personale del bene, con la conseguenza che, ove successivamente all’acquisto, venga fatto un uso non strettamente personale del medesimo, il coniuge non acquirente potrà ragionevolmente vendicare diritti su di esso.

Cass. civ. 11668_2018