MIGLIORIE ALL’IMMOBILE LOCATO E LORO DISCIPLINA ALLA CESSAZIONE DELLA LOCAZIONE

MIGLIORIE ALL’IMMOBILE LOCATO E LORO DISCIPLINA ALLA CESSAZIONE DELLA LOCAZIONE

Risposta a quesito a cura dell’ Avv. Stefano Puccinelli


Non è insolito che in costanza di un rapporto di locazione, il conduttore effettui sull’immobile condotto alcuni lavori che aumentano il valore dell’immobile medesimo.

Capita altrettanto frequentemente che alla fine del contratto, conduttore e locatore si interroghino sulle sorti delle opere eseguite dal conduttore stesso: può questi richiedere un indennizzo per tali opere? In caso negativo rimangono di proprietà del locatore oppure il conduttore può asportarle liberamente?

E’ questo l’interrogativo cui il presente articolo si prefigge di rispondere, ripercorrendo la normativa codicistica a ciò riferibile e cercando di risolvere sul nascere possibili conflittualità sul punto.

In tal senso vi è allora da dirsi come, salvo diverso accordo, in linea generale debba escludersi un diritto del conduttore a vedersi riconosciuto un indennizzo per le migliorie apportate all’immobile, ma come al contempo spetti ad esso il diritto ad asportare le addizioni eseguite che possono essere asportate senza arrecare danno all’immobile.

E nel caso in cui  invece in cui la miglioria non possa essere asportata senza arrecare danni?

In tal caso sarà necessario distinguere se l’opera sia stata eseguita con il preventivo consenso del locatore oppure no. Nella prima ipotesi, l’opera verrà trattenuta dal proprietario, ma questi sarà tenuto ad indennizzare il conduttore con un indennizzo corrispondente alla minore somma tra le spese sostenute dal conduttore per l’addizione ovvero il valore della medesima all’atto della riconsegna. Nella seconda, invece, la miglioria verrà trattenuta dal locatore e il conduttore non potrà vantare alcuna pretesa.

Ne consegue che, ove il conduttore intenda eseguire migliorie all’immobile è opportuno che preliminarmente acquisisca il consenso scritto dal locatore all’esecuzione dei relativi lavori, a meno che l’opera non sia asportabile senza arrecare danni all’immobile ovvero all’atto della riconsegna egli non sia disposto a lasciarla al proprietario.